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La fauna incredibile del Bisagno

Una passeggiata sul Bisagno può regalare incontri speciali e inaspettati. Ecco il tutto quello che non sappiamo di avere intorno


Nicola Giordanella
La Natura non finisce mai di stupire. Più la trattiamo male, più Lei ci sa cogliere di sorpresa, regalandoci spettacoli inaspettati e delicati. Le nostre città, un tempo incastonate in un ambiente rigoglioso e straripante, oggi, cemento dopo cemento, plastica dopo spazzatura, sono sempre più una voragine grigia, che si mangia tutto, soprattutto il Bello.

Ma, come dicevamo, la presunzione antropocentrica non può nulla con la semplicità della resistenza della vita: il dopo di noi, che si sta preparando ineluttabile, sarà un “prima di noi”, basta dargli il tempo, che non è quello dell’uomo. Forse possiamo agevolare questo processo, iniziando a rispettare i tesori del mondo, un tempo quotidiani, e che oggi ci sfuggono, riscoprendoci capaci di osservare con lo stupore di bambini, le grandi piccole meraviglie che ci circondano, a nostra insaputa.

Ed ecco, quindi, che il Bisagno, a metà tra torrente nefasto e fogna per noi distratti e frettolosi cittadini, può regalare colori, suoni e immagini inaspettate: e non per l’apparire di qualche sperduto cinghiale, cosa alla fine non rara, ma per il materializzarsi di una fauna che non ti aspetti.

Nelle foto, come possiamo vedere, ecco la tranquillità del Fagiano Reale, la bizzarra capigliatura dell’Anatra Muta, coperta di un verde piumaggio, a differenza della cugina Anatra Muta Bianca, che, incuriosita da un gruppo di gabbiani, si aggira tra le “ridenti” acque del torrente, osservate da lontano da qualche Oca Selvatica, decisamente in forma, nonostante il contesto non proprio aulico.

Più in là, in solitudine, forse disorientato da questa anomale stagione né fredda né calda, ecco un Airone Cinerino, che la Liguria la vede spesso solo dall’alto, preferendo i terreni padani, o del nord Europa. Questo specie, protetta, solitamente non compie grandi migrazioni, e da qui lo stupore di vederlo nelle “paludi” nostrane. Speriamo di farci l’abitudine: il suo andamento simpatico, le sue piume allungate delle ali, il suo collo bianco sono sicuramente uno spettacolo piacevole, o per lo meno, più piacevole dei sacchetti di plastica e della “rumenta” con cui lo abbiamo accolto.

(Foto di Gianfranco Giordanella)

Genova, 6 marzo 2012
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