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Van Gogh e il viaggio di Gauguin
Chiusura posticipata al 1° maggio

Inaugurata a Palazzo Ducale il 12 novembre, dato il grande successo riscosso in questi mesi, la mostra in esposizione nell'Appartamento del Doge è stata prorogata al 1° maggio. Un viaggio tra alcuni contemporanei suggellato dal quadro epocale di Gauguin "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?". Una rinascita per Genova sotto tutti i punti di vista

"Van Gogh e il viaggio di Gauguin", la mostra più attesa dell'anno dopo quella sugli "Impressionisti" che è riuscita a raggiungere il record di visite nella storia delle mostre in esposizione a Palazzo Ducale, ha ripagato le attese. Per il grande successo raccolto nei quasi quattro mesi di esposizione, gli organizzatori hanno deciso di prorogarla fino al 1° maggio 2012.

L’esposizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione di alcune grandi istituzioni: il Museum of Fine Arts di Boston, che ha prestato uno dei capolavori di Paul Gauguin, il Van Gogh Museum di Amsterdam e il Kröller-Müller Museum di Otterlo, che hanno contribuito con ben quaranta opere di Van Gogh, a cominciare dal celebre Autoritratto al cavalletto (1888) e dall’altrettanto noto Campo di grano con volo di corvi (1890), dipinto dall’artista a poche settimane dalla morte.
 
«Prestito davvero epocale», come lo definisce il curatore, è l’arrivo a Genova del monumentale Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? di Paul Gauguin (1897), un’opera «simbolo degli interrogativi di una vita d’artista» e per cui, ha spiegato, è stata ideata un’installazione particolare:
 
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?È stato collocato in modo quasi cinematografico. Nella parte finale della stanza il dipinto nel buio, isolato nella luce dei suoi soli colori. Una luce fredda, garantita dai nuovissimi led. Senza che nemmeno la cornice ne sia toccata. Unicamente la tela con i suoi colori, con il suo racconto di questo viaggio straordinario nei luoghi degli antipodi, ma ancor di più nei luoghi della propria vita. Che diventa così memoria di passato e perfino futuro. Mentre nella prima parte della sala, il pavimento vedrà stampate, su una sorta di tappeto chiaro, le parole della lettera inviata nel febbraio del 1898 a Daniel de Monfreid a chiosa del grande quadro. Lettera nella quale il pittore, dopo il fallito tentativo di suicidio, ricostruisce la vicenda di quest’opera epocale per la storia dell’arte.

E sulle due pareti laterali, videoproiezioni costruite in modo evocativo e poetico lasceranno scorrere per la lettura le parole di Gauguin, suoi disegni e oggetti che hanno costituito un modello per il dipinto, come gli idoli giavanesi o le antiche statue peruviane. E ancora altre immagini, coloratissime, dei luoghi di Tahiti, fotografati oggi, nei dintorni della costa oceanica che fa da sfondo al Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?
 
Ma Van Gogh e Gauguin non risolveranno l’intero dell’esposizione. Il tema del viaggio sarà affrontato anche attraverso le sezioni dedicate all’America e all’Europa, in cui le opere degli artisti – tra i nomi figurano i più noti Winslow Homer ed Edward Hopper, e tra i meno conosciuti Edwin Church, il «pittore dell’Est», e Albert Bierstadt, il «pittore dell’Ovest» – proporranno il viaggio nella natura ancora selvaggia dell’Ottocento, quello nelle piccole cittadine della provincia, e nella materia stessa della pittura.
 
Il «viaggio interiore» dell’artista nelle tele quasi monocrome di Mark Rothko dialogherà coi colori delle marine di William Turner, che l’ha preceduto d’un secolo, e il «viaggio mentale» nell’arte astratta di Vasilij Kandinskij precederà quello, più domestico ma non meno rilevante per la storia dell’arte, di Claude Monet tra i fiori del proprio giardino di Giverny. In chiusura Marco Goldin proporrà le nature morte che Giorgio Morandi ha creato nel chiuso della propria stanza di Bologna: un viaggio tutto interiore, uno sguardo «dentro il vuoto e l’assoluto».


Van Gogh e il viaggio di Gauguin. Palazzo Ducale, dal 12 novembre 2011 al 1 maggio 2012.
Genova, 28 settembre 2011

Foto di Riccardo Molinari
Genova, 12 novembre 2011
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