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Toponomastica genovese: tredicesima puntata
Tra pentole e Pocho, i segreti di vico Lavezzi

In questa nuova tappa del nostro viaggio tra le strade della città, a caccia di aneddoti e curiosità, ci soffermiamo sulla stradina che da via dei Giustiniani porta a vico Pollaiuoli. Sfatiamo l’ipotesi, benché suggestiva, sull’origine calcistica del nome suggerita ironicamente da un nostro lettore

Vico Lavezzi, Genova

Eugenio Ruocco
Dedichiamo la tredicesima puntata della nostra rubrica a un lettore amante del calcio che, ironicamente, ci ha chiesto se la denominazione di vico Lavezzi, che da via dei Giustiniani porta a vico Pollaiuoli, non sia in qualche modo riconducibile al grande campione ora in forza al Napoli, Ezequiel Iván Lavezzi detto el Pocho, che vestì, anche se per breve tempo, la casacca rossoblù.
 
In realtà, le ipotesi sul perché di tale nome sono molteplici, e praticamente nessuna fa riferimento a personaggi particolari. Partiamo dalla teoria di Giuseppe Banchero, secondo il quale l’origine della denominazione sarebbe da ascriversi alla presenza dei cosiddetti laveggi. Il laveggio, scrive Banchero, era un “vaso che si usa(va) in Lombardia per cuocervi dentro le vivande, in cambio di pentola, e ha il manico come paiuolo”. In latino aveva un nome ben più colorito, lebes cacabus, mentre lavezzo veniva usato in molte parti d’Italia per indicare un tipo di vaso (dal francese le vaiseau).
 
Nella strada, come sostiene anche Francesco Podestà (1901), sorgeva probabilmente un’intensa attività di vendita al minuto di pentolame: “L’origine del nome deriva dal vendere che si faceva di laveggi, che in antico, oltre che di terra, si preparavano eziandio lavorando a turno la pietra ollare, detta perciò anche lavezzara”.
 
La denominazione potrebbe anche alludere alla presenza di lavatoi: non a caso l’attuale vico dei Lavatoi, vicino a via del Molo, nell’estimo napoleonico risultava vico dei Lavezzi.
 
Infine Tomaso Pastorino, nel suo Dizionario delle strade di Genova, ricorda una famiglia di nome Lavezzi esistente a Genova, con tanto di toponimo presente nel registro napoleonico: che abbia ragione il nostro lettore, che gli avi del Pocho fossero emigrati in Argentina proprio da Genova?
 
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Genova, 18 giugno 2011
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