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Tanti auguri Vivere Genova
Un anno di cultura condivisa

Dodici mesi fa andava on line la prima edizione di questo sito: insieme abbiamo raccontato e vissuto tanti storie, realizzando un successo editoriale inedito per la nostra città. Ora si va avanti, con le gambe più rubuste e lo sguardo rivolto sempre verso l'alto

La prima homepage di Vivere Genova

Di La Redazione
In questi giorni cade il primo anniversario di questo sito: Vivere Genova spegne la sua prima candelina, e tutta la redazione in qualche modo può festeggiare il primo giro di boa di un lungo percorso, iniziato nell’ottobre 2010.
 
Insieme ai nostri lettori ne abbiamo visto di cose, scoprendo quanto la nostra città sia culturalmente vivissima e incredibilmente piena di iniziative e sperimentazione: abbiamo raccontato spettacoli teatrali, nelle sale e per strada, grandi e piccoli concerti, mostre, installazioni, abbiamo conosciuto artisti, filosofi, scienziati, noti e meno noti, affermati o astri nascenti, esposizioni, fiori, vasi e soprattutto tante persone, tanti cittadini. Tutto ciò, cercando di dare alla narrazione una prospettiva diversa, più diretta, multimediale ma semplice; se ci siamo riusciti, non sta a noi giudicarlo, ma visto il seguito che ha accompagnato questo sito, possiamo dire che siamo sulla buona strada.
 
Queste pagine, nate come primo mattoncino del nuovo network del Comune di Genova, sono cambiate, cresciute, cammin facendo, affermandosi un passo dopo l’altro nel complesso e agguerrito quadro mediatico della cultura genovese, partendo e rimanendo fuori dalla bolgia della comunicazione concorrenziale, permettendosi una ricerca costante della qualità e della originalità, e a volte riuscendoci anche.
 
Il traguardo del calendario concede la scusa per dare un occhio alle statistiche, cartina tornasole di ogni sito che si rispetti: in questo primo anno di vita, Vivere Genova ha collezionato oltre 300 mila visite uniche (circa 840 in media al giorno), con più di 730 mila visualizzazioni di pagina. I visitatori sono per lo più italiani (95%), ma con una buona quota di stranieri, soprattutto francesi, americani, inglesi ed argentini. Nel panorama nazionale, la quota genovese rimane ovviamente la maggiore, con una percentuale che sfiora il 54%; seguono Milano (10%), Roma (6%) e Torino (4%), e poi a scendere Bologna, Napoli e Savona. In altre parole, un po’ di Genova è stata condivisa con tutto il paese e con tutto il mondo. Curiosità: il materiale più letto è quello sulla mostra degli Impressionisti ospitata a Palazzo Ducale, che si è tradotta come successo nella vita della città e sul web.
 
Bene, ma possiamo fare di più; e noi, redazione di Città Digitale, lo faremo, sperando di essere messi nelle condizioni per farlo sempre meglio, nella speranza di essere seguiti con affetto e calore come in questi primi 365 giorni. Abbiamo sicuramente sbagliato qualche cosa, ma abbiamo imparato tantissimo; non possiamo dimenticarci di ringraziare tutte quelle persone che in qualche modo sono passate dalla nostra redazione: stagisti, collaboratori, informatici, colleghi, ospiti, artisti, amici e compagni (difficile sarebbe nominarli tutti, rischiando di dimenticarne, per questo non facciamo nomi), ognuno lasciandoci qualcosa di indelebile e prezioso…grazie anche a voi se siamo qua, e se domani ci saremo ancora.
 
Ora basta celebrazioni, l’anno successivo è già incominciato, e la Cultura scorre fluente e calda come non mai, nonostante tutte le difficoltà congiunturali economiche e non solo. Noi e voi siamo qua, pronti a trovare spunti per narrare ancora la nostra città, dai capelli alle suole, dalla pelle ai globuli rossi, cercando sempre nuovi e vecchi modi per Vivere Genova.
Genova, 2 ottobre 2011
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Direttore responsabile Cesare Torre