Amalfi aspettava questa vittoria da undici anni, mentre il galeone genovese dovrà attendere ancora. Così si chiude una giornata densa di emozioni: la Regata Storica delle Repubbliche Marinare è sempre una grand festa, e le migliaia di persone che anche quest'anno vi hanno preso parte ne sono la dimostrazione più evidente. Un appuntamento unico che sa unire storia, arte, cultura e agonismo sportivo.
La gara è stata preceduta da un lungo pomeriggio dedicato alle rievocazioni storiche: dopo gli sbandieratori gli attesissimi quattro cortei storici, che uno dopo l'altro hanno sfilato lungo lo splendido tratto di costiera che unisce Atrani ad Amalfi. Apre quello di Pisa, che rievoca l'impresa dell' eroina Kinzica de' Sismondi, che nel 1004 salvò la città da un attacco saraceno, seguito dallo spezzone genovese, che ricorda il ritorno trionfante dalla Terra Santa di Gugliemo Embiraco con il Sacro Catino; dopo Genova è la volta dei figuranti veneziani che danno vita all'episodio della donazione dell'isola di Cipro alla repubblica veneta. Ha chiuso la sfilata il corto amalfitano, che ripropone la strutturazione sociale dell'antica potenza dei mari.
Una nota particolare va spesa per il Corteo Storico della Repubblica di Genova, che anche in questa occasione ha saputo far rivivere la gloria del passato millenario della nostra città: i costumi, prodotti dalla sartoria del Comune di Genova dopo un attento lavoro di ricerca e documentazione, replicano quelli medievali, sia nel taglio che nei materiali utilizzati. I 75 figuranti, sotto un sole quasi estivo, hanno formato un piccolo esercito, decisamente temibile: il corteo genovese, infatti, è considerato un corteo in armi, con guerrieri, crociati, cavalieri, seguiti da una rappresentanza nobiliare e popolare. In altre parole, Genova, la sua gloria e la sua potenza, l'ha conquistata combattendo.
Dopo il corteo ecco lo sparo che da il via al momento più atteso, la regata: partenza sprint dei veneziani, seguiti dai genovesi e dai pisani; sulle prime battute l'equipaggio di casa è staccato dal gruppo. A duecento metri dall'arrivo la svolta: Amalfi cambia il passo, sorpassando prima Genova e poi Pisa, superando il lagunari di qualche centimetro proprio sul traguardo. Dopo qualche minuto di incertezza, i giudici di gara decretano i vincitori, ed è subito delirio blu: tutta la cittadina campana esplode in una festa che continuerà per tutta la notte, per brindare ad una vittoria attesissima.
L'equipaggio genovese, penalizzato dalla posizione meno favorevole, (corsia esterna più vicina alla riva) non ha sfigurato, ma nulla ha potuto contro la potenza esplosiva dei muscoli amalfitani. Sarà per il 2013, quando i quattro galeoni incroceranno le loro prue proprio sotto la Lanterna.
Foto di Nicola Giordanella, Ercole Fiora e Alfredo Regis
La gara è stata preceduta da un lungo pomeriggio dedicato alle rievocazioni storiche: dopo gli sbandieratori gli attesissimi quattro cortei storici, che uno dopo l'altro hanno sfilato lungo lo splendido tratto di costiera che unisce Atrani ad Amalfi. Apre quello di Pisa, che rievoca l'impresa dell' eroina Kinzica de' Sismondi, che nel 1004 salvò la città da un attacco saraceno, seguito dallo spezzone genovese, che ricorda il ritorno trionfante dalla Terra Santa di Gugliemo Embiraco con il Sacro Catino; dopo Genova è la volta dei figuranti veneziani che danno vita all'episodio della donazione dell'isola di Cipro alla repubblica veneta. Ha chiuso la sfilata il corto amalfitano, che ripropone la strutturazione sociale dell'antica potenza dei mari.
Una nota particolare va spesa per il Corteo Storico della Repubblica di Genova, che anche in questa occasione ha saputo far rivivere la gloria del passato millenario della nostra città: i costumi, prodotti dalla sartoria del Comune di Genova dopo un attento lavoro di ricerca e documentazione, replicano quelli medievali, sia nel taglio che nei materiali utilizzati. I 75 figuranti, sotto un sole quasi estivo, hanno formato un piccolo esercito, decisamente temibile: il corteo genovese, infatti, è considerato un corteo in armi, con guerrieri, crociati, cavalieri, seguiti da una rappresentanza nobiliare e popolare. In altre parole, Genova, la sua gloria e la sua potenza, l'ha conquistata combattendo.
Dopo il corteo ecco lo sparo che da il via al momento più atteso, la regata: partenza sprint dei veneziani, seguiti dai genovesi e dai pisani; sulle prime battute l'equipaggio di casa è staccato dal gruppo. A duecento metri dall'arrivo la svolta: Amalfi cambia il passo, sorpassando prima Genova e poi Pisa, superando il lagunari di qualche centimetro proprio sul traguardo. Dopo qualche minuto di incertezza, i giudici di gara decretano i vincitori, ed è subito delirio blu: tutta la cittadina campana esplode in una festa che continuerà per tutta la notte, per brindare ad una vittoria attesissima.
L'equipaggio genovese, penalizzato dalla posizione meno favorevole, (corsia esterna più vicina alla riva) non ha sfigurato, ma nulla ha potuto contro la potenza esplosiva dei muscoli amalfitani. Sarà per il 2013, quando i quattro galeoni incroceranno le loro prue proprio sotto la Lanterna.
Foto di Nicola Giordanella, Ercole Fiora e Alfredo Regis







