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Pappagalli verdi, ex “prigionieri”
che a Genova volano in libertà

Provenienti dalla fascia temperata afro-asiatica e venduti per stare in casa, sono fuggiti dalle gabbie riproducendosi e ricreando un ambiente “naturale” in aree urbane. Come anche le attività commerciali possono influenzare l’ambiente e la fauna

http://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ARose-ringed_Parakeet_RWD.jpg

Aldo Verner
Accade spesso nei pressi della scuola primaria Giano Grillo di Salita delle Battistine, a Genova, proprio vicino alla sede della Lipu: le mamme che aspettano l’uscita dei figli sentono improvvisamente, sopra le loro teste, un verso stridulo, mentre due sagome verdi sfrecciano nel cielo per poi infilarsi tra le piante del parco comunale.
 
Si tratta di due “parrocchetti dal collare” (Psittacula krameri), esemplari di una specie che da più di quarant’anni vive e si riproduce nella nostra città.
È una specie esotica, estranea alla nostra fauna, originaria della fascia temperata afro-asiatica, che si estende dall’Africa sub sahariana fino all’India e all’Afghanistan.

Ma come sono arrivati a Genova? Chi ha portato le amazzoni, altri psittacidi ma sudamericani, che volano spesso insieme a loro? Di certo questa popolazione ha origine da uccelli allevati che, fuggiti o lasciati uscire dalle gabbie, hanno trovato, nella nostra città come in altre d’Italia, luoghi adatti a nidificare e ad alimentarsi.
 
Se osserviamo l’areale primario della specie, cioè dove, prima dell’intervento umano, i parrocchetti si sono diffusi in natura, vediamo che è costituito da tutti i territori africani che, all’interno della zona temperata boreale, si trovano a sud del Sahara, e dall’intero sub continente indiano. Il parrocchetto può pertanto vivere in una grande varietà di climi: più o meno secchi, caldi o freddi e con escursione termica più o meno elevata. Non sorprende perciò, da questo punto di vista, che si siano ambientati in una città caratterizzata da un clima particolarmente mite.
Tra i fattori che influenzano l’ambientamento hanno molta importanza, in questo caso, la vegetazione e la disponibilità di cibo. Per questo i parrocchetti dal collare frequentano, all’interno della città, zone alberate, parchi o giardini dove possono trovare semi di conifere e di piante ornamentali esotiche adatti alla loro alimentazione.
La città sembra in qualche modo costituire per loro un ambiente ideale, poiché non risulta, finora, che il loro territorio si sia esteso all’esterno dell’area urbana.
 
I pappagalli selvatici non sono molti: la loro presenza in città si può stimare in un centinaio di parrocchetti e una ventina di amazzoni.
Non è difficile incontrarli nella zona est della città, tra la Valbisagno e Nervi, ovunque ci sia la vegetazione adatta; infatti, velocissimi e dotati di grande resistenza nel volo, non hanno difficoltà a spostarsi, in cerca di cibo, da una parte all’altra della città. Tendono ad aggregarsi e a volare in stormi soprattutto in inverno, mentre durante la stagione della riproduzione, quando prevalgono le esigenze della coppia, è più difficile osservare gruppi compatti.
 
I parrocchetti costituiscono a Genova una presenza esotica e chiassosa, numericamente limitata ma abbastanza stabile, che può essere osservata nei rapidi voli e il cui impatto sulla fauna originaria non è ancora completamente conosciuto. Rappresentano un esempio particolarmente vistoso dei cambiamenti della fauna nel territorio urbano, vicino a casa nostra come in altre città d’Europa e del mondo, e di come un’attività economica, in questo caso l’allevamento e il commercio di piccoli animali, possa influire su questo fenomeno.
 
Su scala globale, importanti mutamenti ambientali ed economici stanno radicalmente cambiando la struttura del territorio. Ciò determina purtroppo una continua perdita di biodiversità che influisce, tra l’altro, sulla salute e sulla vita di quelle stesse popolazioni umane la cui presenza ha tanta influenza sull’ambiente.
 
 
 
Aldo Verner, medico veterinario e ornitologo, è delegato della Lipu Liguria


Il primo intervento sui cambiamenti della fauna ornitologica cittadina è stato pubblicato venerdi 11 maggio

Genova, 17 maggio 2012
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