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Milleproroghe: a rischio cultura e lirica
Anci: "Necessario intervento urgente"

L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) lancia l'allarme dalle pagine del suo sito. Il Fondo unico per lo spettacolo è stato negli ultimi anni decurtato di quasi il 50%. Vincenzi: "Promesse disattese"

Il Teatro Carlo Felice
La cultura e le fondazioni lirico sinfoniche hanno bisogno di un intervento immediato ed urgente. L’allarme arriva dalla Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Quanto contenuto nell’emendamento approvato in Senato lascia infatti fortemente critici i rappresentanti dei Comuni. Il Fondo unico per lo spettacolo ed in particolare le Fondazioni lirico-sinfoniche sono state negli ultimi anni decurtate di quasi il 50% delle risorse a disposizione. ‘’Sulla base della stima fatta in ordine ai parametri indicati per conseguire lo stanziamento dei 3 milioni di euro per ciascuna Fondazione – sottolinea il Sindaco di Roma Gianni Alemanno - risulta che potrebbero accedere solo la Scala di Milano e l’Arena di Verona. Se si può comprendere la necessità di dare un segnale positivo e di stimolo ad alcune Fondazioni, riteniamo che questo non possa essere fatto danneggiando le altre, e con criteri stabiliti a posteriori, che invece andrebbero concordati e poi verificati per la successiva erogazione dello stanziamento. Pertanto è necessario che su questa questione specifica il Parlamento garantisca almeno per il 2011 lo stanziamento per tutte le Fondazioni, e che per gli anni successivi nell’ambito della Commissione già istituita si avvii un confronto per eventuali criteri selettivi’’. ‘’L’Anci – sintetizza il Presidente Sergio Chiamparino - esprime la più viva disapprovazione per gli emendamenti al decreto “Milleproroghe” riguardanti la Cultura e lo Spettacolo dal vivo adottati dalle commissioni riunite del Senato’’. ‘’Infatti – spiega Marta Vincenzi, Sindaco di Genova -  per effetto dei tagli lineari alla tabella C, viene addirittura ampliata la già drammatica riduzione del Fondo Unico per lo Spettacolo, che arriva a livelli così bassi da consegnare il settore a una crisi difficilmente gestibile. Tutto questo disattende quanto affermato dal Ministro Bondi nella conferenza stampa del novembre scorso in cui annunciava 160 milioni di euro che si sarebbero aggiunti ai 258 previsti dalla Legge Finanzia 2011 e grazie ai quali il FUS avrebbe raggiunto il livello minimo necessario a garantire il mantenimento in vita del sistema dello spettacolo italiano’’. ‘’Riteniamo poi molto grave – prosegue Chiamparino – il fatto che non siano stati recepiti gli emendamenti sui ‘tagli alla Cultura’ contenuti nella legge n. 122/2010 (su cui peraltro c’era stata una specifica intesa fra l’Anci e il ministro dell’Economia) che hanno imposto ai Comuni una diminuzione dell’80% della spesa per mostre e pubblicità, la soppressione delle spese per sponsorizzazioni e l’imposizione di limiti alla composizione degli organi collegiali degli enti che gestiscono i beni e le attività culturali che rendono praticamente impossibile l’attrazione di capitale privato. Si tratta di vincoli di spesa irragionevoli (20% su voce di spesa 2009) che peraltro non incidono sui saldi di finanza pubblica (non avendo alcuna stima finanziaria quantificabile) e che appaiono  palesemente incostituzionali’’. ‘’Infine – conclude Chiamparino - perplessità suscita anche la previsione, dovuta alla necessità di rifinanziare gli incentivi al settore cinematografico, dell’aumento di un euro sui biglietti dei cinema, che essendo indiscriminato penalizzerà soprattutto la sale medio-piccole, quelle dei Comuni minori e quelle d’essai’’.
Genova, 14 febbraio 2011
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