«Ognuno mantenga la propria religione, e rispetti le altre. Amore, compassione, perdono, tolleranza, autodisciplina sono comuni a tutte le religioni, per cui bisogna favorire il dialogo fra le religioni, considerato che tutti gli esseri umani sono diversi ed è quindi necessario che ci siano diversi insegnamenti spirituali».
Il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, 77 anni, quattordicesimo Dalai Lama, in visita in Italia su invito del Centro Ghe Pel Ling di Milano, si è soffermato anche sul dialogo fra le religioni nel corso dei due giorni di insegnamenti e approfondimenti organizzati al Mediolanum Forum di Assago, che hanno concluso la sua visita in Italia, nel corso della quale si è recato anche nelle zone terremotate e in Basilicata, dove, a Matera, gli è stata conferita la cittadinanza onoraria.
A Milano, in mattinata, ha visitato anche il Duomo, dove, accolto dall’arciprete Mons. Luigi Manganini (il Card. Scola è fuori città) ha riconfermato il proprio profondo rispetto per la Chiesa Cattolica e per tutte le religioni, «Gli esseri umani sono esseri sociali, quindi devono cooperare. Importante promuovere sempre la fiducia, l’onestà, la verità, perché creano le condizioni per la cooperazione».
Una riflessione, quella di Tienzin Gyatso, tutta centrata sulla ricerca della positività che è in ogni essere umano, sulla verità, sulla pace fra le persone e i popoli.
Nell’incontro con i giornalisti, il Dalai Lama ha ricordato le grandi responsabilità del mondo dell’informazione per educare la gente al bene.
«Voi giornalisti dovreste avere un naso grande come una proboscide, per annusare ovunque, capire, approfondire e far conoscere tutte le verità, e con onestà informarne la gente. Bisogna denunciare le cose negative, gli scandali, ma anche informare sugli aspetti positivi, il bene che c’è in ogni essere umano». Aprendo gli insegnamenti della mattinata il Dalai Lama aveva citato Benedetto XVI, ricordando come anche il Papa rifletta spesso sul fatto che la fede vada accompagnata dalla riflessione.
«L’intelligenza va sempre accompagnata dal buon cuore, dall’amore e dalla compassione, qualità che tutte le religioni insegnano», ha detto il Dalai, che tuttavia ha espresso opinioni diverse rispetto alla Chiesa Cattolica in materie quali l’eutanasia, l’aborto, la clonazione, in merito alle quali ha affermato che: « i problemi della sofferenza devono essere compresi e ne devono essere analizzate le cause.Ogni caso è diverso, bisogna valutare di volta in volta. Nell’analizzare il rapporto causa-effetto scienziati e medici stanno cercando soluzioni».
Sui temi del superamento dell’egoismo, della tolleranza e dell'apertura al bene il Dalai Lama ha insistito anche nella giornata di giovedì , dedicata in mattinata alla cerimonia dell’iniziazione e nel pomeriggio alla conferenza pubblica sul tema «la felicità aldilà della religione»«tutte le negatività sorgono dal pensiero di se stessi, tutte le positività dal pensare agli altri», ricordando ancora che i termi della compassione,perdono,tolleranza sono alla base di tutte le religione e dei diritti civili in tutte le culture.
Nel pomeriggio, nel corso della conferenza pubblica conclusiva della 2 giorni di Milano, il leader spirituale del buddismo tibetano si è soffermato su alcuni temi di sfondo della storia contemporanea. In particolare ha ricordato come il novecento e anche l'inizio del ventunesimo secolo siano stati caratterizzati da ogni tipo di guerre e di violenze, di cui proprio la sua generazione è stata in qualche modo artefice e vittima.
«Per superare l'odio bisogna sviluppare nei giovani la capacità di risolvere i conflitti con il dialogo , attraverso l'intelligenza»; per questo è fondamentale il ruolo della famiglia, degli insegnanti e della scuola.
Particolare attenzione, infine, ancora ai temi della scienza e della medicina: il Dalai ha ricordato che sono miogliorate molto le condizioni di vita grazie alla ricerca, ma c'è il bisogno di mantenere la consapevolezza che il malato è un essere umano, e quindi destinatario non solo di un intervento medico, ma anche, e soprattutto, di umanità, compassione, per evitare di sentirsi solo.
Il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, 77 anni, quattordicesimo Dalai Lama, in visita in Italia su invito del Centro Ghe Pel Ling di Milano, si è soffermato anche sul dialogo fra le religioni nel corso dei due giorni di insegnamenti e approfondimenti organizzati al Mediolanum Forum di Assago, che hanno concluso la sua visita in Italia, nel corso della quale si è recato anche nelle zone terremotate e in Basilicata, dove, a Matera, gli è stata conferita la cittadinanza onoraria.
A Milano, in mattinata, ha visitato anche il Duomo, dove, accolto dall’arciprete Mons. Luigi Manganini (il Card. Scola è fuori città) ha riconfermato il proprio profondo rispetto per la Chiesa Cattolica e per tutte le religioni, «Gli esseri umani sono esseri sociali, quindi devono cooperare. Importante promuovere sempre la fiducia, l’onestà, la verità, perché creano le condizioni per la cooperazione».
Una riflessione, quella di Tienzin Gyatso, tutta centrata sulla ricerca della positività che è in ogni essere umano, sulla verità, sulla pace fra le persone e i popoli.
Nell’incontro con i giornalisti, il Dalai Lama ha ricordato le grandi responsabilità del mondo dell’informazione per educare la gente al bene.
«Voi giornalisti dovreste avere un naso grande come una proboscide, per annusare ovunque, capire, approfondire e far conoscere tutte le verità, e con onestà informarne la gente. Bisogna denunciare le cose negative, gli scandali, ma anche informare sugli aspetti positivi, il bene che c’è in ogni essere umano». Aprendo gli insegnamenti della mattinata il Dalai Lama aveva citato Benedetto XVI, ricordando come anche il Papa rifletta spesso sul fatto che la fede vada accompagnata dalla riflessione.
«L’intelligenza va sempre accompagnata dal buon cuore, dall’amore e dalla compassione, qualità che tutte le religioni insegnano», ha detto il Dalai, che tuttavia ha espresso opinioni diverse rispetto alla Chiesa Cattolica in materie quali l’eutanasia, l’aborto, la clonazione, in merito alle quali ha affermato che: « i problemi della sofferenza devono essere compresi e ne devono essere analizzate le cause.Ogni caso è diverso, bisogna valutare di volta in volta. Nell’analizzare il rapporto causa-effetto scienziati e medici stanno cercando soluzioni».
Sui temi del superamento dell’egoismo, della tolleranza e dell'apertura al bene il Dalai Lama ha insistito anche nella giornata di giovedì , dedicata in mattinata alla cerimonia dell’iniziazione e nel pomeriggio alla conferenza pubblica sul tema «la felicità aldilà della religione»«tutte le negatività sorgono dal pensiero di se stessi, tutte le positività dal pensare agli altri», ricordando ancora che i termi della compassione,perdono,tolleranza sono alla base di tutte le religione e dei diritti civili in tutte le culture.
Nel pomeriggio, nel corso della conferenza pubblica conclusiva della 2 giorni di Milano, il leader spirituale del buddismo tibetano si è soffermato su alcuni temi di sfondo della storia contemporanea. In particolare ha ricordato come il novecento e anche l'inizio del ventunesimo secolo siano stati caratterizzati da ogni tipo di guerre e di violenze, di cui proprio la sua generazione è stata in qualche modo artefice e vittima.
«Per superare l'odio bisogna sviluppare nei giovani la capacità di risolvere i conflitti con il dialogo , attraverso l'intelligenza»; per questo è fondamentale il ruolo della famiglia, degli insegnanti e della scuola.
Particolare attenzione, infine, ancora ai temi della scienza e della medicina: il Dalai ha ricordato che sono miogliorate molto le condizioni di vita grazie alla ricerca, ma c'è il bisogno di mantenere la consapevolezza che il malato è un essere umano, e quindi destinatario non solo di un intervento medico, ma anche, e soprattutto, di umanità, compassione, per evitare di sentirsi solo.






