Quando pensiamo a un museo finiamo per tenere in conto la sua collezione, dimenticandoci spesso che questa si trova in un «contenitore», come a volte viene definito, che in genere è nato per altre ragioni: una dimora aristocratica di città, o una villa in quella che un tempo, come Nervi, era campagna. Così come ci dimentichiamo che spesso il palazzo o la villa in questione si trova a sua volta «contenuto» in un parco, più frequentato da chi vive nel quartiere del museo stesso.
Chi ha avuto la fortuna, come molti genovesi, di crescere nei pressi di un parco conserva nella memoria i ricordi dei pomeriggi passati a giocare in un luogo verde e affascinante. E in molti casi – specie nei decenni passati – anche carico di misteri: il fauno minaccioso che sbucava in quella specie di giungla che era villa Luxoro prima della radicale potatura degli anni Ottanta, i ciechi che lavoravano nei fondi di villa Croce prima che questa diventasse un museo e – come ci ricorda Riccardo Ribaudo, che ha donato il nuovo pruno al parco – la natura del Castello D’Albertis.
Ecco la storia raccontata dal protagonista:
A metà settembre dell’anno scorso sono andato, come al solito, a dare l’acqua alle piante e mi sono accorto che il prugno aveva perso tutte le foglie. Ho pensato fosse strano perché non era ancora la stagione giusta, allora nei giorni seguenti mi sono un po’ informato e tutti quelli a cui chiedevo mi dicevano sempre la stessa cosa: «Sei su un terrazzo a tetto e l’albero ormai non ha più nutrienti nella terra, quindi o allarghi il vaso o la metti in terra». Ho pensato molto a dove mettere la pianta, a come farla uscire dal terrazzo senza rovinarla, a come trasportarla ma più cercavo tutte le risposte, ma solo un posto mi sembrava quello giusto per mettere l’alberello: il castello D’Albertis ! Io ho vissuto in quella zona quando ero piccolo e le ore passate nel parco a giocare e a fantasticare su cosa ci fosse nel castello sono tra i più bei ricordi di quando ero bambino...
Allora una sera ho trovato la mail della direttrice del castello/museo e ho fatto un tentativo. Qualche giorno dopo non solo la Dottoressa De Palma mi aveva risposto ma diceva che se avessimo trovato il luogo giusto avrebbero accettato l’albero permettendomi di salvarlo. Dopo un incontro un po’ a sorpresa (mi sono presentato senza nessun preavviso un pomeriggio, cosa di cui mi scuso ancora oggi) e aver scelto il posto ho poi preso accordi con Dario Fortunato e i ragazzi che lavorano al museo e il 24 di febbraio il mio prugno ha trovato finalmente una giusta collocazione e ora è più bello che mai.
Castello D'Albertis - Museo delle culture del mondo, Corso Dogali 18, tel. 010 2723820. Oraio: ottobre-marzo: martedì-venerdì 10-17; sabato e domenica 10-18 / aprile-settembre: martedì-venerdì 10-18; sabato e domenica 10-19. Il parco è a ingresso libero.







