0commenti  
Il Campus della Città Digitale si racconta
Il punto della situazione in Consiglio a Tursi

Nella Sala Rossa l’assessore alla Cultura Andrea Ranieri, i consulenti Joy Marino e Francesco Bollorino, i funzionari e il personale del Campus Città Digitale hanno aggiornato i consiglieri comunali della Commissione VI sullo sviluppo del progetto

Il Campus di Città Digitale - foto di Pier Paolo Rinaldi

Di Eugenio Ruocco
A quattro anni dalla sua creazione, Città Digitale viene invitata a parlare di sé a Tursi. Nella Sala Rossa l’assessore alla Cultura Andrea Ranieri, i consulenti Joy Marino e Francesco Bollorino, i funzionari e il personale del Campus Città Digitale hanno aggiornato i consiglieri comunali della Commissione VI (Aziende e Società Controllate – Città Digitale – Politiche del Lavoro) sullo sviluppo del progetto.

“Città Digitale – ha tenuto a sottolineare Ranieri – ci rende molto orgogliosi in quanto amministrazione. La costituzione di un campus, inteso come crogiuolo di professionalità differenti e complementari, che si occupasse della digitalizzazione della città, era nostra intenzione fin dall’inizio. Abbiamo creato qualcosa di unico nel panorama italiano”. A livello di contenuti e di web mastering il Campus (situato a Palazzo Ducale, loggiato minore al quarto piano, anche se presto si trasferirà a Tursi) ha dato vita a numerosi prodotti tra i quali spiccano quelli a tematica informativa, come The Genoa Municipality Channel, canale di YouTube che mostra la Genova passata, presente e futura tramite video tematici, Città di Genova, la pagina dedicata al Comune di Genova su Facebook e, last but not least, il nostro web magazine Vivere Genova.  

“Il tutto con un budget, per il 2011, di circa 70.000 euro – ha esordito Maura Bassi, funzionario responsabile del Campus – che andiamo ad integrare con finanziamenti esterni. Più che avviare mere sponsorizzazioni, cerchiamo di collaborare con il nostro partner, come sta accadendo per Olio Carli, assieme a cui abbiamo promosso 'I percorsi del Gusto' con video e approfondimenti scritti”. Multimedialità è la parola chiave del progetto Città Digitale: il Campus conta su tre funzionari comunali, due consulenti (Marino e Bollorino, a titolo gratuito) e undici giovani con contratti di collaborazione. Informatici, redattori web, blogger, giornalisti e videomaker hanno contribuito – grazie al lavoro corale – a costruire una nuova realtà che inizia a raccogliere i suoi frutti.

“Stiamo semplicemente cercando di offrire qualcosa che sia utile al pubblico in termini di servizi – ha detto Francesco Bollorino -. Il Campus è anche formazione: negli ultimi due anni, circa 100 giovani hanno ruotato intorno al progetto, tra collaboratori, volontari, stagisti mandati dalle Università e semplici amici”.

I numeri del progetto sono confortanti: Genoa Municipality Channel ha raggiunto i due milioni di visualizzazioni e sta per toccare il traguardo dei 700 video caricati. Alcuni video illustrano l’attività comunale, con interviste a sindaco a assessori, ma la maggior parte delle produzioni si occupa della promozione della città. A questo proposito l’assessore Ranieri ha fatto notare come le visualizzazioni arrivino “anche da paesi lontani come Cina e Uzbekistan” e che se Genova, a livello di prenotazioni per le vacanze pasquali, risulta sesta meta preferita dagli italiani (quarta città del paese, escludendo Barcellona e Parigi), parte del merito va a questa campagna di promozione della città sulle piattaforme web.

Il sapiente utilizzo dei social network può rappresentare l’ultima frontiera di interazione tra amministrazione e cittadino: prima città in Italia ad aver creato un network di pagine su Facebook, grazie a Città Digitale, Genova avvicina governanti e governati. La pagina Facebook del Comune di Genova conta 8.761 (al momento della redazione dell'articolo, ndr) utenti iscritti, di cui 8.347 attivi mensilmente: tra loro americani, argentini, spagnoli, francesi, inglesi, tedeschi, cileni, brasiliani e venezuelani.

Per quanto riguarda Vivere Genova, dalla messa online del giornale, avvenuta ai primi d’ottobre, ad oggi sono state 154 mila le visite, 40 mila nel solo mese di marzo, a conferma della costante crescita del web magazine: tanti i visitatori da Roma, Milano, Torino e da altre importanti città italiane.

Ogni prodotto multimediale (articoli, video, audio e foto) che viene pubblicato da Città Digitale è rilasciato sotto licenza Creative Commons, per consentire la massima condivisione dei contenuti sulla rete, e per far sì che il Campus diventi una sorte di “fonte prima” a cui possano attingere i media cittadini e nazionali, senza alcuna forma di competizione.

Oltre ai prodotti web succitati, recentemente Città Digitale ha studiato le grafiche e realizzato il nuovo sito del Carlo Felice, assieme a Mentelocale ha creato il nuovo portale dei teatri genovesi “Genovateatro” e ha progettato il sito dedicato alle segnalazioni da parte dei cittadini sui malfunzionamenti dei servizi pubblici. Presumibilmente verso la fine di maggio sarà online il nuovo sito del Comune di Genova, caratterizzato da una riorganizzazione dell’homepage e del network di siti ad essa collegati, con tante informazioni e notizie della vita istituzionale e della città.

Genova Città Digitale nasce anche con un’ulteriore, importante, mission: la creazione di aree wi-fi diffuse sul territorio cittadino. A questo proposito Joy Marino ha aggiornato la Commissione Consiliare, snocciolando i principali problemi che fino ad ora hanno ostacolato la buona riuscita di questa sezione del progetto.  
“Abbiamo iniziato a ragionare sul wi-fi libero circa due anni e mezzo fa – ha detto Marino – Volevamo sviluppare il sistema wi-fi in città senza spendere cifre esorbitanti, cercando di attrarre imprenditori che avessero voglia di investire nel progetto. Ci siamo resi conto, però, che il sistema wi-fi porta con sé alcuni limiti tecnologici che non consentono all’imprenditore di farne una buona occasione di business. Abbiamo cercato di creare, inizialmente, un circolo virtuoso, che si è trasformato in circolo vizioso. Con alcune eccezioni, come quella rappresentata dall’area della biblioteca Berio, il sistema wi-fi non ha prodotto i risultati che ci aspettavamo: a seconda delle aree in cui ci si trova servono diverse tessere per connettersi, con buona pace dell’interoperabilità, principio a cui ci eravamo ispirati, e la possibilità di accesso a internet esclusivamente a pagamento taglia di fatto tutti i fruitori occasionali e sporadici del wi-fi, i potenziali clienti su cui bisognerebbe puntare, che potrebbero essere attratti in caso di una connessione libera, magari limitata nel tempo”. Il sogno del wi-fi gratuito per gli utenti rimarrà un sogno se non si capisce che l’erogazione di un servizio presume che qualcuno paghi il suddetto servizio: sia una cordata di imprenditori, sia il Comune (come è accaduto a Roma, dove una gara per la fornitura di servizi indetta dal Comune ha creato know how e pressione sui fornitori, abbassando i prezzi), l’importante è decidersi e capire che si tratta di un investimento a lungo termine, ma che, soprattutto a livello turistico, potrà condurre in futuro a risultati tangibili.  

ASCOLTA QUI L'AUDIO INTEGRALE DELL'ASSEMBLEA CONSILIARE:

Genova, 15 aprile 2011
Viveregenova è supplemento di Comune di Genova Web
periodico quotidiano web iscritto a Registro Stampa al N.26/2011
presso Il Tribunale di Genova con Decreto del 22/11/2011
Direttore responsabile Cesare Torre