La figura di S. Francesco d’Assisi è certo una delle più amate e conosciute della storia cristiana, la sua vita, le sue opere sono ben note a tutti, ma forse non tutti sanno che proprio a lui viene riconosciuta la paternità della tradizione del presepe. La storia narra che, nel natale 1222, San Francesco si trova a Betlemme, dove assiste alle funzioni liturgiche della nascita di Gesù. Ne rimane talmente colpito che, tornato in Italia, domanda a Papa Onorio III di poterle celebrare il Natale successivo; essendo però banditi dalla chiesa i drammi sacri, gli venne accordato il permesso solamente per celebrare la messa in una grotta naturale anziché in chiesa. Così, la Notte Santa del 1223, a Greccio in Umbria,la popolazione si raduna davanti alla grotta illuminata da fiaccole, nella quale era stata sistemata una greppia con un bue ed un asino accanto, per assistere alla messa celebrata da Francesco.
Il primo presepe ricostruito con le statuine invece, risale al 1283, ad opera di Arnolfo da Cambio, che scolpì otto statuine in legno rappresentanti la Natività e i Magi conservato ora nella Basilica di S.Maria Maggiore a Roma. Da quel momento l’arte del presepe si sviluppa in molti stati dell’Italia, con alcuni centri di maggior importanza quali la Toscana e il Regno di Napoli.
La tradizione del presepe a Genova va di pari passo con il fiorire delle arti, in seguito al costituirsi della città come Repubblica indipendente nel 1528.L’arte del presepe in particolare si sviluppa nel XVII secolo, le prime produzioni consistono in statuine intagliate nel legno, dorate e dipinte che hanno come modello sculture in marmo, paliotti d’altare, trittici e quadri che riproducono la Natività e l’Epifania. Se inizialmente i committenti di statuine presepiali erano le organizzazioni religiose, dalla seconda metà del secolo diventa usanza della nobiltà quella di realizzare i propri presepi privati, in una vera e propria gara al presepe più sfarzoso e ricco, animato dalle statuine degli artisti più famosi della città.
Grazie alla cura con la quale questi sono stati conservati e spesso attentamente ristrutturati, i numerosi presepi presenti nella nostra città costituiscono oggi un patrimonio storico e artistico da ammirare e dai quali lasciarsi affascinare. Diamo qui una descrizione di quelli, a nostro parere, tra i più particolari.
Il Presepe della Madonnetta: Il presepe della Madonnetta è allestito all’interno dell’omonimo santuario, facilmente raggiungibile tramite la funicolare e sorge nel luogo in cui, intorno al 1680, la Vergine apparve più di una volta ad un novizio degli Agostiniani Scalzi. Dalla semplice cappelletta iniziale, si è giunti nel tempo, tramite ristrutturazioni ed ampliamenti, all’odierna struttura del santuario che accoglie il presepe, visitabile tutto l’anno. L’idea di realizzare una costruzione permanente prese corpo nel 1971 e, dopo sei anni di meticoloso lavoro, il 17 dicembre 1977 venne finalmente aperta al pubblico quest’opera meravigliosa, le cui origini risalgono all’inizio del ‘700. Inizialmente il presepe era composto da circa120 statuine, esempio della maestria di alcuni tra i più illustri artisti genovesi del tempo: Maragliano, Gaggini e Bissone. Le statuine, alte circa 70 cm, sono realizzate con due tecniche: scolpite in legno e a manichino. Tra quelle scolpite in legno ci sono il gruppo dei pastori di colore scuro posti nella scena della natività, la scena della compravendita di bestiame posta nel primo finestrone a sinistra dell’attuale collocazione, e il gruppo della Natività. Le statuine con giunture snodabili in legno sono invece rifinite con materiali differenti: il capo e le mani di quest’ultime sono di terracotta o di legno scolpito e dipinto. Tutte le figurine a manichino sono rivestite di tessuti settecenteschi ottenuti da scampoli di abiti signorili o di abiti liturgici settecenteschi. Lo scenario che si apre al visitatore è quello di una Genova vivace in cui sono rappresentate le attività quotidiane degli abitanti inserite nel contesto urbano,dalla Valle del Bisagno fino a Porta Soprana e alla Lanterna,fino ad arrivare alla scena della Natività, collocata, come tradizione vuole, in una semplice stalla.
Il Presepe di Palazzo Rosso: Devozione, storia e arte (e storia dell'arte). Sino al 6 febbraio nella sala a pianterreno di Palazzo Rosso si può ammirare, come ogni anno, il presepe con le figure settecentesche appartenenti alle collezioni del Comune. La cronaca attesta per la prima volta a Genova, nel 1610, l’uso di manichini articolati e vestiti per un presepe, e questo di Palazzo Rosso è stato curato da Giulio Sommariva e da Simonetta Maione nella tradizione dei grandi presepi allestiti nel XVIII secolo dai Brignole-Sale, padroni di casa sino alla fine dell'Ottocento, quando la Duchessa di Galliera ha donato i palazzi e le collezioni d'arte alla città.
Dalla prima metà del Seicento fino ai primi decenni del XIX secolo Genova si afferma, con Napoli, come uno dei centri italiani più attivi nella produzione di figure da presepe. Scrive Palazzo Rosso:
Una tradizione tanto radicata quanto priva di fondamento scientifico attribuisce ad Anton Maria Maragliano (Genova 1664-1739) – il più celebre esponente della scultura lignea tardo barocca in Liguria – la maggior parte delle figure presepiali oggi conservate. Anche se non è documentato un impegno diretto del Maragliano in questa attività, è peraltro credibile che nell’ambito della sua bottega, la più attiva e prestigiosa in città, si fosse sviluppata una produzione di figure da presepe ad opera degli allievi.
Alla lezione maraglianesca fu sensibile, in particolare, Pasquale Navone (Genova 1746-1791), il più prolifico scultore impegnato in questa produzione artistica. Dalla bottega di questo raffinato intagliatore uscirono splendide figure dai volti fortemente espressivi, accuratamente indagati nelle fisionomie, caratterizzate da zigomi alti, da uno sguardo profondo e sottilmente malinconico e da capigliature a ciocche capricciosamente cesellate a colpi di sgorbia.
La scenografia si ispira alla ai presepi allestiti a Palazzo Rosso, dimora di Gio. Francesco II Brignole-Sale, negli anni Trenta del Settecento, così com'è documentata dai documenti degli archivi e utilizza, come allora, “casette di cartone, corbe di erba, fasci di rami, ghiara, carta colorita”.
Il Presepe Diocesano:Il Museo Diocesano, situato a due passi dalla Cattedrale, rinomato per i suoi tesori artistici e architettonici, in occasione del Natale accoglie i visitatori con un prezioso allestimento presepiale.
Presepi di cartapesta, miniati e dipinti, si snodano lungo un percorso espositivo con opere in parte già esposte e in parte provenienti dai depositi del Museo, e raramente visibili al pubblico.
Un percorso artistico che fa da cornice allo straordinario e suggestivo presepe interamente realizzato in cartapesta da Marco Laganà, esposto lungo l’anello del chiostro superiore. Un allestimento particolarmente espressivo, dove i personaggi, a grandezza quasi naturale, sono stati abilmente creati con volti sognanti e gesti di grande delicatezza e poeticità che rendono ancora più "magica" l'attesa della nascita del Bambino. Marco Laganà ha creato questo suo presepe in occasione dei vent'anni della Cooperativa Omnibus; esposto per la prima volta nei locali della Regione Liguria, viene ora ambientato all'interno del chiostro superiore, accompagnando il visitatore lungo il percorso.
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I presepi genovesi, arte e tradizione
La tradizione genovese presepizia è ben radicata sul teritorio, e ci ha lasciato manufatto di pregevolissima fattura. Ecco una rapida carrellata di questi tesori. Partecipa al concorso: il Presepe dei Genovesi
Di Elisa Pieri, Pier Paolo Rinaldi
Genova, 24 dicembre 2010
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