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I Dialogues Inévitables fanno scalo a Genova
Mansour Ciss e le dinamiche di migrazione

La VII edizione del progetto internazionale artistico e culturale D.I. nel capoluogo ligure fino all’11 febbraio. Martedì 7, “Arte e globalizzazione” e “Laboratorio di deberlinizzazione” sono gli eventi in programma al Ducale con l’artista visivo senegalese. Mercoledì 8 serata alla Claque, venerdì e sabato “Il mito del dio denaro” all’Archivolto

Dialogues Inèvitables

Di Alessandro Pucci
Benin, Canada, Francia, Germania, Italia… l’équipe di artisti di Dialogues Inévitables e i suoi ospiti arriva a Genova: una settimana di attività artistiche e socioculturali dedicate alla relazione tra Nord e Sud del mondo, tra Africa e Occidente, nate dalla volontà di mettere in luce opportunità e conflitti legati ai processi migratori, e di far emergere la funzione dell’arte come potenziale strumento di mediazione culturale e sociale.

Dopo il seminario di composizione al Conservatorio Niccolò Paganini e la serata di apertura alla Claque, è atteso nel capoluogo ligure Mansour Ciss , artista visivo detto "Kanakassy", nato a Dakar ma che vive e lavora a Berlino. Sarà lui il vero protagonista del martedì culturale di Palazzo Ducale.

Alle 17,45 di oggi infatti, nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, Ciss terrà la conferenza “Arte e globalizzazione”, uno spunto per l’analisi dello sguardo dell’Occidente sull’arte africana. Modera Judith Strohm, responsabile AfricAvenir di Berlino. Alle 19 invece, sempre Mansour Ciss inaugurerà la mostra, curata personalmente,  “Laboratorio di deberlinizzazione”, dedicata alla discriminazione razziale, al difficile processo d’integrazione dei migranti, alle guerre della primavera araba e all’utopia della libera circolazione dei cittadini nel mondo. L'esposizione si chiuderà sabato 11.

Dialogues Inévitables (D.I.), nato dall’incontro della danzatrice Francesca Pedullà e del musicista Eric Acakpo, è un progetto artistico e culturale di cooperazione internazionale che riunisce artisti, associazioni e operatori culturali di diversa provenienza, impegnati nella ricerca sul dialogo interculturale. D.I. si fonda sul desiderio di aprire spazi di scambio tra individui e culture, favorire la creazione artistica in quanto opportunità di riflessione collettiva, e riconoscere il dialogo come strumento indispensabile per la sopravvivenza nella società contemporanea.
Nel 2005 la prima edizione del progetto, che per tre anni è stato realizzato in Benin dall'Associazione Sonagnon in collaborazione con il CCF di Cotonou, come progetto di scambio culturale e atelier di creazione di danza e musica.
Nel 2007 la messa in scena del primo spettacolo, e la collaborazione dell’Associazione francese Créations Entrelacées che ancora oggi si occupa della realizzazione dei video del progetto.
Dal 2008 la collaborazione con l’Associazione italiana CQB, che ha segnato il momento di apertura ad una maggiore partecipazione di artisti europei nel progetto. Nel 2009 è stato realizzato lo spettacolo Dialogues Inévitables – Large size (25 artisti su scena), presentato alla X edizione del FITHEB 2010 (Festival International du Théâtre du Bénin).
Nel 2010 il progetto è approdato per la prima volta in Europa, a Bruxelles. Questa VI edizione del progetto ha realizzato una creazione accompagnata da diverse attività socio culturali sul tema del dialogo interculturale, pensate con l’obiettivo di coinvolgere nel processo di scambio artistico gli abitanti del quartiere popolare Cité Modele, alla periferia di Bruxelles. Durante la "residenza creativa" è stato creato il work in progress di teatro-danza e musica Du Mythe du Dieu Argent, rappresentato a Lussemburgo e a Bruxelles a settembre 2010.

La VII edizione del progetto coinvolge città europee (Genova, Berlino e Parigi) e africane (Cotonou e Lomé), ognuna delle quali svilupperà un proprio programma di attività artistiche e socio-culturali dedicate alla complessa relazione tra Africa e Occidente. Particolare attenzione sarà data al tema della “spinta al consumo”, considerata come denominatore comune, “motore globale” che annulla o mette in evidenza le differenze di genere, razza, classe, nazionalità, e come mediatore fondamentale delle relazioni fra individui e collettività.

Da sempre meta e crocevia delle rotte migratorie, porto di mare che affronta quotidianamente le conseguenze della sua natura multiculturale, Genova accoglie lo scalo ”Dinamiche di Migrazione” e gli artisti di D.I. le dedicano alcune riflessioni sul tema, proponendo ancora una volta il dialogo come valore e pratica da diffondere per il superamento dei conflitti e dei sentimenti di xenofobia che spesso segnano le società civili contemporanee.

Genova, in qualità di prima tappa della VII edizione del progetto Dialogues Inévitables - Scali Atipici, nell’ambito di “Dinamiche di Migrazione” (a cura di Roberta Massa e Francesca Pedullà), ospita altri due spettacoli, alla Claque e al Teatro dell’Archivolto, dedicati al dialogo con il “continente nero” (guarda il programma):

mercoledì 8 febbraio, dalle ore 22.30, a La Claque (Teatro della Tosse): “Dal punto di vista dell’Africa”. Soli di danza a cura di Richard Adossou e Medard Sossa e concerto con Eric Acakpo, Anicet Gildas Aïmonde, Aguidissou Rameaux “Benin tra tradizione e contemporaneità”. I soli presentati dai due danzatori e coreografi beninesi ci invitano a una riflessione sulla relazione fra tradizione e contemporaneità, e sull'urgenza degli artisti africani di trovare un linguaggio che possa interpretare la condizione dell'Africa contemporanea. Il concerto si basa su un repertorio che traccerà l’evoluzione della musica beninese dalla tradizione alle contaminazioni più contemporanee. Un'installazione itinerante “Banca dell’Afro” incontra il pubblico nei luoghi che ospitano il programma, coinvolgendolo in una simbolica azione di sostegno all’indipendenza economica africana.

Venerdì 10 e sabato 11 febbraio, alle ore 21, al Teatro dell’Archivolto (ex Modena): “Il mito del dio denaro”. Tra teatro, danza e musica, uno spettacolo corale che celebra l’umanità in modo disincantato. “Narra il mito che il Dio Denaro, inviato sulla Terra per facilitare gli scambi tra gli uomini, prendesse gusto a giocare con le loro debolezze e controllare le loro volontà divenendo sempre più potente”. Utilizzando un linguaggio ironico e simbolico, questa storia ci conduce in un universo immaginario, ma nello stesso tempo familiare. Attraverso il mito, racconta l’umanità in modo disincantato, senza pudore, riconoscendo che l’uomo può essere tanto geniale e sensibile quanto meschino e volgare. Regia Francesca Pedullà, Eric Acakpo e Davide Francesca.

L’intero progetto è stato realizzato da Cqb con il patrocinio e il contributo del Comune di Genova e grazie alla collaborazione fra il Municipio 2 Centro-Ovest, il Goethe-Institut Genua, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, la Banca Carige, l’Alliance Française, il Teatro dell’Archivolto, il Teatro della Tosse, il Conservatorio Niccolò Paganini e Fnac.
Genova, 7 febbraio 2012
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