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Creative Cities: reinventare le città
Innovazione e vivibilità urbana

L’economia creativa è il motore per reinventare le città e la forza motrice per generare ricchezza e favorire l’innovazione,un settore cruciale che contribuisce in maniera importante al processo evolutivo dell’economia e della società

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Mauro Gaggero
Molti i temi toccati al convegno “Creative cities” turismo, architettura,artigianato, grafica,comunicazione, socialità.

L’economia creativa secondo Landry, è il motore per reinventare le città e la forza motrice per generare ricchezza e favorire l’innovazione, oltre a dare rilevanza all’evoluzione della conoscenza e nell’economia guidata dall’esperienza, un settore cruciale che contribuisce in maniera importante al processo evolutivo dell’economia e della società.

Oggi il problema è come rendere le moderne città ancora più creative e valutare l’indice della creatività. Problema che introduce l’intervento di La Cecla il quale nel suo intervento pone l’accento sugli studi delle tradizioni culturali dei cittadini, dove le tradizioni entrano e modificano le strutture architettoniche realizzate dagli architetti, spesso rendendo vivibile e piacevole ciò che piacevole non è.

Quindi un necessario ritorno alla vecchia tradizione culturale alla manualità, dove l’artigiano è facente parte dell’industria creativa, molti gli esempi dove diversi artigiani, mettendosi insieme hanno realizzato prodotti di alta gamma, creando ricchezza per loro ma anche per il paese d’origine, la creatività è una forza umana che risponde all’inventiva personale che spesso non necessita o non richiede contributo economico, chi crea lo fa per se stesso per una comunità o per semplice soddisfazione manuale.

Per questi motivi oggi più che mai è necessario creare degli strumenti, che tengano conto dei nuovi orientamenti e cambiamenti della società e adeguare i nuovi Piani regolatori delle città oltre come detto da Andrea Ranieri riuscire a mettere assieme i diversi progetti Europei con il piano regolatore ovvero la strada potrà essere un Piano regolatore che tenga conto di Creative Cities e Smart Cities.

Nello specifico della città, Landry ha osservato Penso che la capacità dei liguri, perché ovviamente gli italiani non sono tutti uguali, di essere creativi è immensa, e ne sono certo, ma di nuovo, c’è un problema di connessione di conoscenze, poiché la creatività prevede due dimensioni, una fisica (hardware) e un’altra (software) che è costituita da connessioni, relazioni e volontà istituzionale, e la mia preoccupazione è che i due mondi, a Genova, sono separati e non c’è una connessione tra di loro.
Genova, 7 giugno 2012
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