“Serenissimi Signori, desiderando il sempre maggior lustro di questa inclita capitale, ed il proprio avanzamento e profitto, alcuni giovani studiosi della Pittura e Scultura hanno concepita l’idea di erigere una Accademia nella quale si disegni al naturale col nudo avanti agli occhi, come si pratica in tante altre città, dentro e fuori d’Italia, da coloro che bramano di perfezionare se stessi in tali rinomatissime scienze ...”
Con queste parole nel 1751 alcuni aristocratici genovesi si rivolgevano al governo della Repubblica di Genova per ottenere il permesso di istituire in città un’Accademia di Belle Arti. Nella frase si coglie l’intenzione di porsi nel solco delle “Accademie del Nudo” di matrice seicentesca, all’interno delle quali lo studio dell’anatomia, attraverso la pratica del disegno di un modello, costituiva una pratica irrinunciabile nella formazione di un artista. Tanto che, nel dizionario della lingua italiana, il vocabolo “Accademia” equivale anche a “studio di nudo dal vero”.E che tale pratica abbia rappresentato anche presso la Ligustica un elemento fondamentale nella didattica è documentato dalle decine e decine di disegni a matita o a carboncino su carta o dai, più rari, dipinti a olio su tela tutt’ora conservati nei depositi del Museo. Si tratta di figure di robusti corpi virili nudi, rappresentati in piedi, talvolta appoggiati ad un sostegno, o seduti su di una pedana, in alcuni casi colti in un particolare atteggiamento che ne esalta la muscolatura. Quest’ultima è la caratteristica comune a tutti i modelli: una muscolatura molto sviluppata, che permetteva certamente al docente di anatomia di illustrarne le caratteristiche agli studenti.
Tra i fogli conservati presso il Museo, realizzati dagli allievi tra la fine del XVIII secolo e i primi decenni del Novecento, è facile riconoscere i volti dei modelli che si sono succeduti negli anni. Volti ai quali, però, non corrisponde alcuna identità nota. Di nessuno di loro è giunta fino a noi alcuna notizia: neppure i loro nomi sono registrati nei libri dei conti, accanto alle somme di denaro sborsate per le loro sedute. Sappiamo però che si trattava di uomini impegnati nei lavori più pesanti all’interno del porto, i cosiddetti “camalli”, ovvero i facchini attivi nella movimentazione delle merci ed ai quali la durezza del lavoro consentiva di raggiungere un pieno sviluppo del sistema muscolare.
Tra i tanti nudi accademici una sola eccezione, con un protagonista d’eccezione. Si tratta, in questo caso, di un olio su tela opera di Giovanni Tito Bertelli (Genova 1879-1946), esposto, accanto ad altri nudi maschili, nella ricostruzione scenografica di un’aula ottocentesca dell’Accademia. L’opera conferma l’abilità dell’artista “disegnatore minuzioso e incisivo”, e ritrattista capace di rendere le figure “con padronanza di mezzi e perfetta conoscenza dell’anatomia” ricordata dalla critica, mentre il nome del modello è ricordato da un cartellino applicato sul retro del telaio che reca la scritta a penna “Michele Pagano/Maciste”.
Tale iscrizione consente di identificare il nerboruto modello con il genovese Bartolomeo Pagano, uno dei tanti facchini del porto che, finita la giornata lavorativa, la sera posavano come modelli in Accademia. La mancata coincidenza del nome si deve certamente ad un errore di trascrizione, poiché anche nella memoria della famiglia del pittore, attraverso la quale il dipinto giunse in Accademia nel 1966, era viva la memoria del protagonista della tela: il “camallo” passato dalle banchine del porto al set cinematografico per interpretare il personaggio di Maciste nel film Cabiria, primo kolossal del cinema italiano, e proprio con il nome dell’eroe romano passato dalla storia del cinema alla leggenda.
Italia Unita, capolavori dell`ottocento a Genova. Percorsi in città tra musei, mostre, collezioni e dimore a cura di Maria Flora Giubilei e Giulio Sommariva; Galleria d'Arte Moderna con opere della Collezione Wolfson, Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, Wolfsoniana, Musei di Nervi - Raccolte Frugone. Orario: GAM e Wolfsoniana: da martedì a domenica 10 - 19; Raccolte Frugone da martedì a venerdì 9-19, sabato e domenica 10-19; Accademia Ligustica da martedì a venerdì 14.30-18.30 (sabato, domenica, lunedì chiuso).






