0commenti  
Arco di Santa Brigida
Concerto per il Restauro

Concerto per Flauti organizzato per raccogliere fondi per la realizzazione del restauro dell'Arco di Santa Brigida, patrimonio artistico della nostra città, testimone silente della storia della Superba

Arco di Santa Brigida. Concerto per il Restauro

Nicola Giordanella
Conoscere la storia della nostra città non è cosa così semplice: la grande Storia, quella fatta dai grandi eventi, dai grandi personaggi, dalle grandi imprese, è nota ai più, e ci insegna che la Superba fu grande repubblica marinara, dominò per secoli i commerci del Mediterraneo, ma poi, vuoi per i cambiati assetti economici del mondo, vuoi per l’emergere di stati più grandi e forti, Genova è stata fagocitata negli ingranaggi che hanno portato prima al rafforzamento del Regno di Savoia, e poi all’unità dello stivale; ma la Storia di Genova, quella vissuta anche dentro le mura della città, è molto più complessa, e proporzionalmente sconosciuta. Per gli appassionati, non esistono molte possibilità per dedicarsi a questo studio: pochi sono i libri, e tutti introvabili. Un via di salvezza però esiste, ed è quella di rifarsi ai testimoni immobili e silenti di questa Storia, composta da migliaia di piccole storie. Sparsi per la città, e forse non ne siamo sempre consapevoli, esistono ancora centinaia di reperti della Genova che fu, e dei sui innumerevoli cambiamenti. Uno di questi è l’Arco del Convento di Santa Brigida, collocato appunto in Salita Santa Brigida, stradina che attacca perpendicolarmente in cima a via Balbi. Questo Arco è testimone di molte storie, fatte di persone, quartieri, papi, sante, e scelte urbanistiche. Partiamo dal principio: santa Brigida fu una nobile di Svezia, classe 1303, che, dopo la morte del marito, dedico la sua esistenza all’ascesi e alla preghiera. Devotissima al pontefice, fondò l’Ordine del Santissimo Salvatore, per poi essere proclamata santa da Bonifacio IX, nel 1391, a soli 18 anni dalla morte. Famosa per le sue visioni, fu protagonista di innumerevoli viaggi e pellegrinaggi, e anche per questo nel 1999 papa Giovanni Paolo II la nominò patrona d’Europa, insieme a Santa Caterina e Santa Teresa. Durante i suoi viaggi capitò anche a Genova, città delle ceneri di San Giovanni Battista, dove soggiornò qualche mese in attesa di imbarcarsi per la Terra Santa. Questo episodio fu evocato quando, nel 1401, alcune monache agostiniane, residenti in zona Sarzano, chiesero ed ottennero di essere spostate in un posto più tranquillo e adatto alla loro vita monastica: la scelta cadde sulla collina giusto sopra la fonte detta Bocca di Bove (attuali Truogoli di Santa Brigida). Sopra la via di Pré, fuori dalle mura, in una zona collinare e contadina, nel 1403 fu posta la prima pietra di quello che sarebbe diventato il convento dedicato a Santa Brigida, visto che le monache decisero di adottare la regola scritta dalla santa, popolarissima all’epoca. Dal punto di vista architettonico questa scelta fu decisiva: le complesse norme canoniche relative, infatti, prevedevano due comunità, una di frati e una di monache; questo comportò la costruzione di un complesso doppio e separabile negli spazi, per garantire la perfetta clausura delle monache e dei frati. Oltre alle stanze, mense, biblioteche dei religiosi, il complesso prevedeva orti, campi, chiesa, laboratori, officine, spazi per gli operai: una costruzione enorme, che si estendeva su gran parte della collina. Il convento fu in piena attività, fino al diciassettesimo secolo, quando i frati furono costretti a lasciare Santa Brigida, per ragioni di costume, e gli spazi iniziarono ad essere venduti ai nobili: via Balbi e i suoi palazzi stava sorgendo. I secoli successivi ci parlano di una sempre maggiore decadenza del luogo, fino all’espropiazione giacobina, che trasformò completamente il quartiere, diversificando gli edifici presenti, abbattendone alcuni, edificando. Ad inizio novecento, le ultime costruzioni, e i nomi delle varie vie, ottenute spezzettando il sentiero interno del convento: i nomi scelti si rifanno al glorioso passato della Repubblica marinara e ai suoi domini: Balaclava, Cembalo, Famagosta.   Oggi, ti tutta questa secolare storia, rimangono diverse tracce sparse in quei luoghi; la più evidente e famosa è l’Arco detto di Santa Brigida, che altro non era se non l’ingresso dell’antico complesso monastico. I secoli, però, hanno lasciato pesanti segni del loro passaggio su questa piccola storica struttura architettonica: un bel restauro sarebbe duopo, e il Comitato di Santa Brigida, da anni attivo nel quartiere con attività storico-divulgative, non è rimasto a guardare. In questi giorni natalizi, molte sono le iniziative finalizzate a veicolare una raccolta fondi per iniziare i delicati lavori di restauro. Sabato 18, per esempio, insieme al Circolo Vega, sarà la volta di un interessante “Concerto di Natale per ensamble di Flauti”, sponsorizzato dall’Accademia Flautistica di Genova. Il concerto incomincerà alle 21.30, in Via Famagosta 3r, presso la sede del circolo, a seguire brindisi e auguri per le feste. Ingresso a offerta libera.   Un appuntamento da non perdere, sia per gli amanti del musica, sia per gli appassionati di Storia, che in questo modo potranno contribuire a salvare un bel capitolo della nostra cultura cittadina.   Per maggiori informazioni, consultare i siti web:   www.comitatosbrigida.itcomitatosbrigida@circolovega.it   www.circolovega.itinfo@circolovega.it – 010.2472012
Genova, 18 dicembre 2010
Viveregenova è supplemento di Comune di Genova Web
periodico quotidiano web iscritto a Registro Stampa al N.26/2011
presso Il Tribunale di Genova con Decreto del 22/11/2011
Direttore responsabile Cesare Torre